Modulo E-Learning

Capitolo 3 Lezione 9
Teoria della creazione del tema
60 minuti
L'obiettivo di questa lezione è comprendere i possibili metodi per sviluppare un'idea, in modo da iniziare una storia.
Entro la fine di questo grano, i partecipanti dovrebbero essere in grado di realizzare "embrioni di storie". Sperimenteranno metodi diversi esercitando così la loro immaginazione e creatività.

Cosa intendiamo per narrativa?

«La narrazione è una comunicazione di esperienza che allo stesso tempo è anche comunicazione di significato» (A.G. D’Ambrosio, Philosophy of the story, 1998).

Secondo il filosofo D. Dennett, “il cervello umano tesse una rete di parole e atti, soprattutto narrativi, spontaneamente, proprio come un ragno tesse la sua tela o il castoro costruisce la sua diga” (D. Dennett, Strumenti per pensare).

Creare storie è un fenomeno universale, un’espressione della mente che cerca di attribuire un significato a ciò che lo circonda. “Ognuno di noi costruisce una storia, che è la nostra identità” (O.Sacks, L’uomo che ha scambiato sua moglie per un cappello). La narrazione, quindi, rappresenta un momento di crescita personale, aiutandoci a trovare risposte e ad avere più fiducia nei nostri mezzi.

In ogni caso, se è innegabile che la narrazione sia una forma espressiva fortemente insita nella natura umana, quando andremo a fare della narrazione uno strumento formale di trasmissione di contenuti e messaggi, dobbiamo considerare che ci sono alcune regole da seguire e che l’elemento fondamentale, per chi scrive ma anche per chi legge, è l’immaginazione.

Quali sono le caratteristiche indispensabili di una storia?

Cosa permette a una storia di “raggiungere” il maggior numero di persone? Potremmo dire che le storie di successo sono quelle che riescono a creare un ponte intellettuale ed emotivo tra il narratore e il lettore. Per far questo, citando G. Bateson (“Dove gli angeli esitano”, 1989), occorre considerare che “di una storia non è importante solo il suo contenuto, ma anche la sua struttura e la possibilità che ha di comunicare qualcosa”. Bateson identifica quattro elementi ugualmente importanti:

  1. il contenuto ,
  2. il contesto ,
  3. la trama,
  4. la tessitura , la struttura narrativa.

Il primo aspetto che lo scrittore incontrerà necessariamente è il contenuto, che è, prima di tutto, un’idea che parte da un’ispirazione, uno stimolo creativo. L’idea diventa quindi un concetto, quindi “storyline”, trama e infine storia.

Per rendere concreta la sua ispirazione, ogni scrittore deve poi trovare il suo stile e il suo linguaggio. Questi devono permettergli di creare una certa suspense per non annoiare il suo interlocutore, e di far apparire una realtà fatta di personaggi originali e intriganti, e situazioni capaci di trasmettere emozioni. In questo processo creativo, lo scrittore non deve pretendere di definire ogni singolo dettaglio; al contrario, il lettore si sentirà più coinvolto se avrà la libertà di mettere in gioco la sua immaginazione. Si dice che Ernest Hemingway sia stato sfidato a scrivere il racconto più bello e allo stesso tempo più breve del mondo (Gilead A. – Quante poche parole possono avere la storia più breve?). Accettando la sfida, scrisse questa frase su un pezzo di carta:

“In vendita. Scarpe per neonato. Mai indossate.”

Possiamo dire che il grande scrittore abbia vinto la sfida a pieni voti, riuscendo a trasmettere un messaggio forte, capace di arrivare al cuore senza dare alcuna spiegazione. La storia acquista un significato profondo che va oltre ciò che appare, apre un grande enigma con sole sei parole e spinge necessariamente il lettore a porsi delle domande, a completare il suo lavoro mettendo in gioco la fantasia.

Come può nascere un’idea

La struttura delle storie che conosciamo fin dall’antichità – come direbbe Gérard Genette i “palinsesti” – è in definitiva piuttosto lineare e numericamente contenuta ma estremamente variabile, grazie alla creatività e all’immaginazione degli scrittori. Sulla scia di quanto ha fatto anche Propp nella sua “Morfologia del racconto” (1928), nel libro “The Seven Basic Plots” (2004) Christopher Booker definisce sette tipi di formule che sono, a suo avviso, la base di tutte le storie:

  1. L’eroe sconfigge il mostro / il criminale;
  2. Dagli stracci alla ricchezza: il protagonista raggiunge il successo;
  3. L’impresa importante: il personaggio (o gruppo di personaggi) parte per una missione cruciale;
  4. Viaggio di andata e ritorno: l’avventuriero viaggia, vive un’esperienza che cambia la sua vita e torna a casa;
  5. Commedia: caos e confusione portano alla risoluzione;
  6. La tragedia: i personaggi pagano il prezzo di un fallimento;
  7. Rinascita: il personaggio emerge trasformato da un percorso di scoperta di sé.

In realtà, un’infinità di storie diverse possono evolversi attorno a questi nuclei embrionali di storia, ognuna delle quali può essere ricondotta in linea di principio a uno dei sette punti.

Ma come si possono trovare le idee per scrivere? Cerchiamo di definire alcuni percorsi che possano permetterci di individuare il tema centrale della nostra storia, in particolare concentrandoci sul tema del nostro lavoro: le Escape room.

Tutto parte da un’idea, uno stimolo creativo, che può venire:

  1. Da una notizia letta su un giornale, un sogno, un fatto o una scena a cui abbiamo assistito per caso, e che ha attirato la nostra attenzione. Trovare la giusta ispirazione può essere più facile del previsto per una mente addestrata a cogliere i dettagli, osservare e mettere in movimento l’immaginazione. Guardandoci intorno è infatti possibile cogliere spunti da eventi che possiamo osservare solo dall’esterno, senza conoscere le ragioni delle azioni precedenti che li hanno generati. Ad esempio, nel 2017, sui giornali è stata letta la storia di una coppia canadese che aveva giocato alla lotteria. Il loro biglietto era vincente ($ 5 milioni!) ma quando l’uomo ha scoperto la vittoria è scomparso! E se in realtà la compagna, che apparentemente è la vittima, lo avesse rinchiuso per non dividere la vincita? Dove potrebbe nascondersi adesso? Chi avrebbe potuto notare qualcosa e insospettirsi? Cercare di rispondere a domande simili può portare a una storia. Possiamo quindi cercare di sfruttare la realtà che ci circonda, affinando il nostro spirito di osservazione per raccogliere frammenti di storia e divertirci a ricercare significati. Questo tipo di ispirazione non è né governabile né prevedibile! Un consiglio, quindi, è quello di non trascurare mai un’idea nata per caso, appuntando tutte le possibili ispirazioni che prima o poi possono tornare utili!
  1. Un’immagine. Molti scrittori traggono le loro migliori idee da un’immagine evocativa: un dipinto, una foto di famiglia, ecc. Infatti, molte immagini ci permettono di interrogarci attraverso una serie di domande. Ad esempio, guardiamo il dipinto qui sotto: cosa sta succedendo in questa scena? Chi è la donna in primo piano? Cosa sta bevendo? Cosa c’è scritto nella lettera a terra? Quale storia si nasconde dietro gli sguardi delle tre donne che assistono all’azione principale? Qual è il rapporto tra loro? Uno di loro sembra preoccupata, un’altra confusa, ma la terza sembra nascondere qualcosa … Cosa può essere successo prima e cosa succederà dopo?

Southall J. E. (1897), Sigismonda beve il veleno, Birmingam Museum

  1. Una o più esperienze vissute in prima persona o immaginate, raccontate in modo originale: immaginiamo ad esempio perché di notte provengano sempre strani rumori dall’appartamento sopra il nostro; o cosa faremmo se fossimo rapiti dagli alieni sulla strada che percorriamo ogni giorno per andare a lavorare.
  1. Storie di persone vere, di una persona famosa o di qualcuno che conosciamo bene (un famoso studioso, un antenato, un vicino, ecc.), le cui esperienze, caratteristiche e azioni possono essere la base per una rilettura più o meno fantasiosa di fatti reali . Ad esempio: nel 2013 Elif Bilgin, a 16 anni ha vinto la fiera della scienza di Google per il suo progetto “Possiamo fare la plastica con le bucce di banana?”. Con la sua partecipazione ha inventato un metodo per creare bioplastica utilizzando bucce di banana e sostituire la tradizionale plastica a base di petrolio. Cosa potrebbe accadere se un’azienda senza scrupoli volesse rubare la sua ultima ricerca?
  1. Un evento accaduto in passato, rileggendo avvenimenti interessanti da un punto di vista originale o magari aprendo uno scenario di fantasia: cosa sarebbe successo se…? Ad esempio: il Santo Graal, la Sindone di Torino, l’Arca dell’Alleanza, il tesoro del Tempio di Salomone, la Tomba di Cristo e i manoscritti di Qumran: questi sono alcuni dei presunti segreti che i Templari avrebbero scoperto e custodito. È una catena di misteri che dura da duemila anni. Quello dei Templari è un mito che sfida il tempo e la storiografia ufficiale. Qual è la realtà dietro la leggenda? E se ci fosse un modo per individuare dove hanno nascosto una di queste preziose reliquie?
  1. Una situazione ordinaria, immaginando però che le aspettative legate alla routine vengano infrante dal verificarsi di un determinato evento straordinario o imprevisto. Ad esempio: erano le 8 di sera e come al solito quel giorno hai acceso la televisione per guardare il telegiornale. Ma quando hai premuto il pulsante del telecomando, è successo qualcosa di incredibile: c’era una luce viola abbagliante e tu sei finito proprio dentro la televisione!
  1. Una combinazione casuale di elementi da assemblare. Lo scrittore Gianni Rodari in «Grammatica della fantasia» (1973) suggerì di scegliere due parole aprendo un dizionario o un libro, per poi scrivere una storia che utilizzi i due soggetti.

Definizione del tema

L’idea da sola non basta, ma l’autore deve concentrarsi sul messaggio che vuole trasmettere attraverso la sua storia. Il primo passo è definire il “concept” o contetto: è un’idea con un certo significato, che rappresenta un messaggio e mira a comunicare qualcosa, conducendo il lettore da un punto di partenza a un punto di arrivo.

Il concept deve partire da un messaggio che chi scrive intende trasmettere a chi legge o ascolta e che quindi sta dietro all’idea. Potremmo dire che il concept risponde a un obiettivo ben preciso che lo scrittore intende perseguire.

Dall’idea e dal concept possiamo trarre il tema: di cosa tratta veramente la nostra storia?

Prendiamo un grande classico della letteratura, “Moby-Dick” di Melville; o, La balena “(1851). Qual è il suo vero tema? Caccia alle balene nel 1800? O piuttosto la lotta dell’uomo contro le forze della natura? Fino a che punto può arrivare la follia umana se vuole affermare la sua centralità? Moby Dick è ovviamente una metafora, un simbolo ambivalente di fronte al quale sono possibili varie interpretazioni.

Pensando al tema, è quindi fondamentale porsi alcune domande prima di proseguire:

  1. Che tipo di rapporto vogliamo instaurare con il nostro lettore? Non dobbiamo dimenticare che l’obiettivo dello scrittore dovrebbe essere quello di far identificare il lettore nella storia: identificarsi con il personaggio di una storia significa lasciarsi trasportare e sentirsi in qualche modo coinvolti nelle sue vicende. Per puntare ad un coinvolgimento intellettuale ed emotivo, diventa quindi centrale la nostra Call-To-Action, che deve essere adatta al nostro target group e quindi focalizzarsi su elementi per lui attraenti.
  1. Cosa intendiamo trasmettere principalmente? Le storie hanno bisogno di uno sviluppo che tocchi le emozioni di chi ascolta o legge. Chiediamoci, nel nostro racconto, quali sono i vantaggi che l’utente può trarre dal diventare parte della storia, nel diventare un alleato del protagonista. È ben noto che, per fare tutto questo, dobbiamo conoscere bene il nostro pubblico e capire quali siano realmente le sue esigenze e aspettative.

Ogni volta che il pubblico è immerso in una storia, vivendo le esperienze raccontate in prima persona e diventando il protagonista, lo scrittore deve essere orgoglioso di aver raggiunto il suo obiettivo principale.

In questo processo che parte dall’evoluzione dell’idea e porta al concept, verrà definito un altro elemento fondamentale, ovvero il genere di ciò che stiamo per scrivere: a seconda del percorso che l’autore decide di intraprendere partendo dall’idea scelta, possiamo creare un romanzo poliziesco, una commedia, un dramma e così via.

Materiali e Risorse
Booker C. (2004). The Seven Basic Plots, Bloomsbury Publishing PLC. Gilead A. (2008) How Few Words Can the Shortest Story Have? https://www.researchgate.net/publication/236800836 Melotto R., & Morozzi G. (2017). Manuale di scrittura, Odoya. Melville H. (1851), Moby-Dick; or, The Whale, La Ragnatela Propp V. (1928), Morphology of the tale, Kindle Edition Rodari G. (1973). Grammatica della fantasia, Einaudi Ragazzi.Southall J. E. (1897), Sigismonda Drinking The Poison, Tempera Painting, Birmingam Museum

Q1) Quali sono gli elementi importanti della posta in una storia?

a. Non ci sono elementi fissi, l'elemento veramente importante è l'idea di base
b. Non solo uno ma almeno quattro: il contenuto, il contesto, la trama, la tessitura
c. Il messaggio che le persone possono ricevere da esso

Q2) Come potremmo definire questa storia: "In vendita. Scarpe per neonato. Mai indossato."?

a. Un enigma che ha più di una risposta
b. Non è una storia, è troppo breve per trasmettere un messaggio
c. Un racconto brevissimo che riesce a trasmettere un messaggio forte mettendo in gioco la nostra fantasia

Q3) Partendo da un'idea, come possiamo costruire il tema?

a. Occorre definire il concept, rispondendo a un obiettivo preciso
b. Prima di tutto dobbiamo scegliere la fine della storia
c. Dobbiamo definire il personaggio principale e avere un'idea precisa del suo punto di vista

Risposte

Q1: b
Q2: c
Q3: a